Lo sapevate che il brand è un’invenzione dei Vichinghi?

Oggi parliamo di brand: «niente di nuovo» potrebbe dire qualcuno. E sarebbe, da un certo punto di vista, un’osservazione corretta, al punto che noi, ponendoci sulla scia, aggiungeremmo che il brand è qualcosa di talmente vecchio da essere antico, esattamente quanto il norreno, lingua di ceppo germanico parlata dagli abitanti della Scandinavia e dei loro possedimenti d’oltremare all’incirca dall’VIII al XIV secolo.

Nell’idioma dei Vichinghi, infatti, la parola brandt significava “bruciare” e, cosa che ci interessa di più, “marchiare a fuoco”, dunque anche “marchiare con un ferro rovente per lasciare un segno”, ovvero ciò che si faceva con gli animali di allevamento per indicarne il proprietario.

Brand design: cosa designa esattamente?

“Segno” è la parolina magica che, compiendo un salto in avanti alcuni secoli, ci riporta alla modernità, quando nasce il marketing e prende forma con esso il concetto di un segno distintivo con cui identificare un’azienda, un prodotto o un servizio.

Il brand design consiste nell’ideazione di un marchio, declinato in una visual identity definita, che include i caratteri tipografici, la palette colori e gli elementi grafici e fotografici.

È bene però precisare che una cosa è il brand design, cioè l’ideazione degli elementi identificativi visivi, mentre altra cosa è il branding, vale a dire le attività strategiche e operative attraverso cui si sviluppano nel tempo l’identità, l’essenza e il patrimonio valoriale del brand, e in cui rientra, naturalmente, il brand design stesso.

Ogni marca ha un marchio: non è solo un gioco di parole

In italiano brand è traducibile con “marca”, parola che, curiosamente, ci riporta anch’essa alle antiche lingue germaniche, in cui marka voleva dire “segno”. A questo punto, però, la domanda sorge spontanea: marca e marchio sono la stessa cosa? Non proprio. Per comprenderlo meglio ci viene in aiuto l’inglese, per motivi storici la lingua del marketing.

L’inglese distingue tra il concetto di marca e quello di marchio, cioè trademark. Quest’ultimo ha una dimensione tecnico-giuridica, mentre il primo ha una dimensione culturale, sociale, economica: è un insieme di valori che si definisce nel rapporto con il consumatore. Morale della favola? Ogni marca ha un marchio.

Marcare le differenze

Qui, oggi, vogliamo soffermarci sulla marca intesa come marchio o, per non confondere tra loro le parole, nel significato di logo, abbreviazione di “logotipo”, composto dal greco logos, che significa “parola”, e typos, che sta per “lettera” o “segno”.

Il marchio, abbinato spesso a un pittogramma, ovvero un simbolo coerente con il marchio stesso, rappresenta visivamente l’identità di un’azienda, di un prodotto o di un servizio, e ha la funzione di renderli immediatamente riconoscibili e distinguerli dalla concorrenza. Un compito semplice? Per niente.

Non basta farsi belli: bisogna farsi riconoscere e ricordare

Il fine di un marchio è essere riconoscibile e memorabile, cioè facile da distinguere e ricordare. I mezzi per raggiungere questo scopo sono molteplici e variano a seconda del contesto, dell’ambito culturale, della classe merceologica.

Quante volte, però, ci capita di dire «bello questo marchio» oppure «questo marchio non mi piace» o, ancora, di chiederci «cosa c’entra questo marchio con quel prodotto?».

Proprio perché la scelta del marchio rappresenta un aspetto molto delicato, importante, determinante nella costruzione dell’identità di un’azienda, di un prodotto o di un servizio, per la sua ideazione è bene rivolgersi a chi ha le competenze e gli strumenti per poterla affrontare in una prospettiva non fine a sé stessa, bensì ampia, strategica, coerente con obiettivi di impresa e di marketing definiti.

Segni che colpiscono nel segno

A questo punto, ci si aspetterebbe un bell’elenco illustrato dei marchi più iconici del mondo. Tra mele, swoosh, quattro cerchi, tre strisce, sirene con due code e così via, non basterebbe un’ora di scrolling: grandi cose che è superfluo far vedere perché le conoscono tutti.

Per concludere, abbiamo quindi scelto di mostrarvi delle cose non così grandi, ma per noi ugualmente importanti, se non altro perché le abbiamo fatte noi. Sono alcuni dei marchi che abbiamo disegnato in questi anni, ideando, scartando, rifacendo, perfezionando e infine presentando il frutto del nostro lavoro: segni che, con nostra profonda soddisfazione, sono riusciti a colpire nel segno.

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